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La Certificazione Unica 2015

NUOVI ADEMPIMENTI FISCALI 2015

Gli amministratori immobiliari sono alle prese con un nuovo adempimento fiscale, entrato in vigore
nel 2015: la Certificazione Unica.

Le ritenute alla fonte

Dal 1998, con l’introduzione di una modifica all’art. 23 del DPR 600/1973, il Condominio ha
assunto la veste di sostituto di imposta. Sono sorti quindi gli obblighi di trattenere una parte del
compenso ai soggetti percipienti specifiche tipologie di reddito, di versare all’Erario quanto
trattenuto, di certificare al percipiente gli importi pagati e le ritenute effettuate nell’anno solare
precedente, di dichiarare al Fisco le operazioni soggette alla normativa sulle ritenute attraverso
l’invio dello specifico “modello 770”.
Dal 2007, solo per i Condomini, è stata ampliata la casistica delle operazioni soggette a ritenuta
fiscale: i servizi di appalto o prestazione d’opera. Dubbia l’utilità effettiva allo scopo per il quale è
stato concepito questo adempimento, ossia l’emersione del reddito sommerso nel mondo dei
servizi condominiali, certa invece la crescita esponenziale della mole di lavoro per gli
amministratori che lo devono gestire.
La certificazione
La certificazione dei corrispettivi soggetti a ritenuta alla fonte era un obbligo al quale
l’amministratore immobiliare era ormai abituato. Mentre però solo alcuni tipi di reddito erano
certificati con l’utilizzo di uno specifico modello approvato da Decreto ministeriale (esempio tipico
quello da lavoro dipendente), dal 2015 anche per lavoratori autonomi, professionisti od occasionali,
per imprese di servizi appaltati e per prestatori d’opera non si può più utilizzare uno schema libero
di certificazione, ma il modello ministeriale denominato “Certificazione Unica”.

Gli amministratori strutturati, coloro cioè che sono forniti di uno specifico software gestionale per la
contabilità condominiale, dovranno solo accertarsi di avere aggiornato il programma informatico al
fine di predisporre la certificazione secondo le direttive ministeriali.
Coloro che non fossero forniti di un software specifico possono utilizzare il programma messo a
disposizione nel sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’invio telematico
Al fine di poter elaborare con tempestività i dati da inserire nel nuovo modello 730 precompilato,
che vede nel 2015 l’avvio sperimentale, è stato introdotto un nuovo adempimento: l’invio
telematico delle certificazioni rilasciate ai sostituiti. La scadenza dell’invio, prevista per il 7 marzo di
ogni anno, ossia una settimana dopo la scadenza della consegna al sostituito della certificazione,
nel 2015 è prorogata automaticamente al 9 marzo: il giorno 7 cade di sabato.
Le sanzioni previste a favore dell’Erario sono pari a 100 euro per ogni certificazione omessa,
tardiva o errata. Non sono dovute sanzioni in caso di correzione spontanea entro 5 giorni dalla
scadenza dell’invio. E’ escluso in ogni altro caso (per ora) il ravvedimento operoso.
Si segnala che non è stato abolito o semplificato il modello 770, che anche quest’anno dovrà
essere trasmesso entro il 31/07/2015, pur già contenendo quasi tutti i dati richiesti nella
Certificazione Unica.

La proroga
Con un comunicato stampa datato 12/02/2015, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato l’invio
telematico di tutte le certificazioni che non sono necessarie per l’elaborazione dei modelli 730
precompilati. Non state rinviate quindi, per esempio, quelle relative al lavoro dipendente. Le
singolarità che lasciano perplessi sono due: una proroga concessa con lo strumento del
Comunicato Stampa (anche se non è la prima volta che succede) e l’assenza di una nuova data di
scadenza.
Nello specifico, anche se non citate espressamente, sono prorogate le comunicazioni inerenti i
redditi da lavoro autonomo (professionale ed occasionale) e i redditi da imprese (prestatori
d’appalto o d’opera), ossia la maggior parte delle certificazioni dei Condomini. Ovviamente, stante
le pesanti sanzioni previste non solo per l’omesso ma anche per l’errata compilazione delle
certificazioni trasmesse, si presume che per l’amministratore sarà improbabile l’invio dei suddetti
file telematici prima di essere certi della perfetta compilazione del modello e finché non sarà
comunicata la nuova scadenza.

Il compenso all’amministratore immobiliare

Se l’amministratore non si avvale dell’opera di terzi (commercialisti, consulenti del lavoro) sorge il
dilemma sul compenso dell’attività svolta per gli adempimenti di nuova istituzione.
La riforma civilistica introdotta nel 2012 e la giurisprudenza, anche di Cassazione, ha escluso il
diritto a compensi per l’attività dell’amministratore se non approvati specificatamente
dall’Assemblea condominiale. Tra i compiti istituzionali e tipici dell’amministratore rientrano anche
gli adempimenti di carattere fiscale.
Probabilmente, al momento del conferimento o della riconferma annuale dell’incarico,
l’amministratore non aveva previsto un compenso per l’attività di predisposizione, compilazione e
trasmissione telematica delle Certificazioni Uniche. Il compenso richiesto per l’attività svolta nel
2015, relativa alle certificazioni prodotte per i redditi corrisposti nel 2014, dovrà essere, in questo
caso, oggetto di specifica approvazione (si consiglia non una semplice e generica indicazione in
bilancio) nella prima Assemblea utile.
Verona, 17/02/2015
Dott. Marco Castioni
Consulente fiscale Centro Studi ANACI di Verona

 

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Ultimo aggiornamento, 2015-02-17 18:45:11
 
 

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